Il Santuario di Sant'Ignazio sulla cima boscosa del Monte Bastia, visto dalla frazione Tortore
Santuario di Sant'Ignazio visto da Tortore, Pessinetto — foto: Redkap1 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Risalendo la valle da Lanzo, a un certo punto lo sguardo viene catturato da una sagoma chiara in cima a un colle boscoso: è il Santuario di Sant'Ignazio, arroccato sulla vetta del Monte Bastia, nel territorio di Pessinetto, a 931 metri di quota. È il santuario più grande e conosciuto delle Valli di Lanzo, e anche chi non viaggia per motivi religiosi trova lassù un luogo di pace e uno dei panorami più belli della zona, a circa dieci chilometri da Lanzo.

Una storia nata dalla paura dei lupi

La storia del santuario comincia nei primi decenni del Seicento, in un'epoca in cui le valli erano tormentate dai lupi, che attaccavano le greggi e mettevano in pericolo anche i bambini. La tradizione racconta che la popolazione si rivolse con preghiere e una novena a Ignazio di Loyola, il fondatore dei Gesuiti, canonizzato da pochi anni, e che i lupi si allontanarono. Per riconoscenza si decise di erigere una cappella in suo onore sulla cima del Monte Bastia.

I lavori cominciarono il 21 ottobre 1629, e secondo le cronache la prima pietra fu posata dalla principessa Margherita di Savoia, duchessa di Mantova e del Monferrato. Da quel momento la cima divenne meta di pellegrinaggi sempre più frequentati, tanto che la piccola cappella non bastò più ad accogliere i fedeli.

Dai Gesuiti ai giorni nostri

Nella seconda metà del Seicento gli abitanti donarono la cima del monte ai Gesuiti, che ne fecero un vero centro di spiritualità. Nel 1727 la cappella originaria fu sostituita da una chiesa molto più ampia, a pianta a croce greca, pensata per accogliere i pellegrini che salivano da tutte le valli. Attorno sorsero i grandi edifici che ancora oggi si vedono da lontano, con le loro file regolari di finestre.

Quando nel 1773 la Compagnia di Gesù fu soppressa, il complesso passò allo Stato sabaudo e, nel 1789, all'Arcidiocesi di Torino, che ne è tuttora proprietaria. Il santuario divenne soprattutto una casa per gli esercizi spirituali, in particolare per il clero torinese. Nell'Ottocento salirono qui per i loro ritiri figure che hanno segnato la storia religiosa di Torino: San Giovanni Bosco, San Giuseppe Cafasso, San Leonardo Murialdo e il beato Giuseppe Allamano.

Un dettaglio curioso: secondo le guide locali, la roccia della vetta del Monte Bastia affiora ancora all'interno del complesso, come se il santuario fosse stato costruito letteralmente sopra la montagna.

Il panorama dal Monte Bastia

Il vero premio della salita è la vista. Dal piazzale del santuario lo sguardo spazia sulla valle della Stura, sui paesi adagiati lungo il fondovalle e sulle montagne che fanno da corona alle Valli di Lanzo. Nelle giornate limpide, soprattutto in autunno e dopo un temporale estivo, il contrasto tra il verde dei boschi e le creste più lontane è davvero spettacolare.

Vale la pena anche il colpo d'occhio dal basso: dalla frazione Tortore e da diversi punti della valle il santuario appare come una piccola cittadella bianca sospesa sopra gli alberi. Tenete pronta la macchina fotografica già durante la strada.

Come salire al santuario

Il santuario si raggiunge in auto da Pessinetto, seguendo la strada che sale verso la frazione Tortore e poi fino alla cima: da Lanzo il tragitto è breve, circa dieci chilometri. La strada è di montagna, con tornanti: guidate con prudenza, soprattutto nei giorni di maggiore affluenza.

Chi ama camminare può invece salire a piedi lungo i sentieri che partono dai paesi vicini, tra boschi e antiche mulattiere: è il modo più autentico per vivere il luogo come lo vivevano i pellegrini di un tempo. Prima di partire informatevi sui percorsi aggiornati presso i comuni della valle o sulla cartografia escursionistica, e indossate scarpe adatte.

La festa di Sant'Ignazio

Il momento più sentito dell'anno è la festa del santo, che tradizionalmente si celebra il 31 luglio, giorno della memoria liturgica di Sant'Ignazio di Loyola. In quell'occasione il santuario si anima con celebrazioni religiose, processioni e momenti di festa che coinvolgono le famiglie delle valli: è un modo bellissimo per conoscere una tradizione ancora viva. Date e programma possono variare di anno in anno, quindi verificateli sui canali ufficiali del santuario, del Comune di Pessinetto o della parrocchia.

Ricordate che il santuario è prima di tutto una casa di spiritualità e di ritiro: visitatelo con rispetto, in silenzio negli spazi di preghiera, e informatevi in anticipo sugli orari di apertura della chiesa. Abbinato a una passeggiata al Ponte del Diavolo o a un'escursione nelle valli, Sant'Ignazio completa una giornata che unisce storia, fede e paesaggio. Trovate altre informazioni anche nella nostra pagina dedicata al Santuario di Sant'Ignazio.

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