Passaggio voltato sotto la Torre civica di Aymone di Challant nel centro storico di Lanzo Torinese
Torre civica di Aymone di Challant, Lanzo Torinese — foto: Gianni Piccoli · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Lanzo Torinese si scopre a passo lento. Il borgo che segna l'ingresso alle Valli di Lanzo ha un centro storico raccolto, fatto di vie lastricate, archi e passaggi coperti, dove ogni angolo racconta qualcosa di un passato importante: per secoli questo è stato uno snodo strategico tra la pianura di Torino e le montagne. Lasciate pure l'auto: tutto quello che vi proponiamo in queste righe si raggiunge comodamente a piedi.

Un borgo con mille anni di storia

Le prime notizie documentate di Lanzo risalgono all'inizio dell'XI secolo, quando il vescovo di Torino Landolfo fece costruire un castello sulle alture del Monte Buriasco, a dominare la valle della Stura. Nel 1159 l'imperatore Federico Barbarossa confermò alla diocesi torinese il possesso di queste terre, e nel 1305, sotto Margherita di Savoia, Lanzo divenne sede di castellania, con privilegi e un ruolo amministrativo che ne fecero il centro di riferimento di tutte le valli.

Il castello, però, non è arrivato fino a noi. Durante l'occupazione francese del Piemonte, a metà del Cinquecento, la fortezza fu assediata e conquistata nel 1551 e poi demolita tra il 1556 e il 1557 per ordine del maresciallo di Brissac. Si salvò un solo, grande testimone: la torre che ancora oggi è il simbolo del paese.

La Torre civica di Aymone di Challant

Il punto di partenza ideale della vostra passeggiata è la Torre civica, costruita tra il 1329 e il 1357 per volere di Aymone di Challant, castellano di Lanzo giunto qui al servizio di Margherita di Savoia. Alta circa venti metri e mezzo, la torre era al tempo stesso una fortificazione e una porta d'accesso al borgo medievale: sotto la sua mole si apre ancora il passaggio voltato da cui si entrava in paese, un tempo protetto da un ponte levatoio.

È l'unico tratto rimasto integro della cinta muraria, e attraversarlo regala la sensazione precisa di varcare una soglia. Fermatevi a osservare la muratura in pietra e mattoni e la merlatura in alto, poi alzate lo sguardo verso l'orologio: da secoli la torre scandisce il tempo di chi abita sotto di lei.

Le chintane e le vie del centro storico

Superata la torre, il centro storico conserva alcune dimore medievali e una caratteristica tutta lanzese: le chintane, stretti passaggi coperti che collegano tra loro le antiche vie del borgo. Erano scorciatoie, ripari dalla pioggia e dalla neve, luoghi d'incontro: oggi sono il modo più suggestivo per perdersi qualche minuto tra portoni, balconi in ferro battuto e scorci inattesi.

Non serve una mappa precisa: il nucleo antico è piccolo e si gira in meno di un'ora, ma vale la pena prendersi tutto il tempo che serve. Le ore del mattino e quelle del tardo pomeriggio, con la luce radente sulle facciate, sono le più belle per fotografare.

Una curiosità golosa: secondo una tradizione molto radicata, il grissino sarebbe nato proprio a Lanzo nel Seicento, dall'idea di un medico, Teobaldo Pecchio, e dalle mani del fornaio Antonio Brunero. In paese una targa ne ricorda la storia.

La chiesa di San Pietro in Vincoli

A pochi passi dalla torre si trova la parrocchiale di San Pietro in Vincoli, il cuore religioso della comunità. All'interno conserva opere di pregio: tra queste una tela seicentesca della Resurrezione, la pala con la Liberazione di San Pietro dal carcere e un San Francesco che riceve le stimmate attribuito al pittore veneziano Carlo Saraceni.

Se la trovate aperta, concedetevi qualche minuto di silenzio: è uno di quei luoghi che raccontano quanto Lanzo, pur piccola, sia stata nei secoli un centro di primo piano per tutto il territorio. Ricordate che si tratta di un luogo di culto: entrate con discrezione e rispettate le funzioni in corso.

A piedi fino al Ponte del Diavolo

La passeggiata perfetta si chiude scendendo verso la Stura. A circa un chilometro dal centro si trova il Ponte del Diavolo, il ponte in pietra a schiena d'asino costruito nel 1378 per collegare Lanzo e le sue valli con Torino. Con la sua unica arcata di circa 37 metri sospesa sopra il torrente è uno dei monumenti medievali più fotografati del Piemonte, e oggi è il cuore di una piccola riserva naturale.

Accanto al ponte vi aspettano la cappella di San Rocco e le cosiddette marmitte dei giganti, cavità tondeggianti scavate nella roccia dall'acqua e dai ciottoli: la leggenda, naturalmente, le attribuisce al diavolo in persona. Gli abitanti, si dice, lo ingannarono facendo passare per primo un cane. Il ponte merita un racconto a parte, e nel blog trovate un articolo dedicato.

Consigli pratici per la vostra visita

Per vedere con calma la torre, le chintane, la parrocchiale e il ponte basta una mezza giornata. Indossate scarpe comode: il centro ha tratti in pendenza e lastricati irregolari, e il sentiero verso la Stura è più piacevole con una suola che tiene. In estate portate con voi dell'acqua; nelle mezze stagioni, quando i boschi intorno al torrente si colorano, la passeggiata è forse ancora più bella.

Lanzo è anche il punto di partenza naturale per esplorare le tre Valli di Lanzo e il Santuario di Sant'Ignazio, che domina la valle dall'alto del Monte Bastia. Dopo una mattina tra le pietre del borgo, avrete già voglia di salire.

Il vostro soggiorno a Lanzo Torinese — Lanzo Belvedere

Tre appartamenti indipendenti nel centro storico di Lanzo Torinese, con cucina, bagno completo e biancheria inclusa: una base comoda, alle porte delle Valli di Lanzo, per vivere i luoghi che raccontiamo nel blog.